Antonio De Lisa (Adel)- Verso un’arte organica / Towards an organic art

Multi-materico e figurativo / Multi-material and figurative

La definizione di “Arte organica” nasce dall’esigenza di tenere insieme due percorsi, quello multi-materico e quello figurativo. Questa esigenza nasce dallo studio e dall’osservazione dell’arte greco-antica osservata direttamente per la vicinanza spaziale all’antica città di Elea, che ho visto letteralmente emergere dalla terra nel corso della mia vita in rapporto agli scavi condotti dal professor Napoli. La greca Elea/Velia è contigua alla città di Marina di Ascea, che è il paese dei miei genitori. La multi-matericità è figlia di questo processo: osservare il riemergere delle forme attraverso la terra, i detriti, i lacerti materiali dell’antico.

The definition of ‘organic art’ arises from the need to keep two paths together, the multi-material one and the figurative one. This need arises from the study and observation of ancient Greek art directly observed due to the spatial proximity to the ancient city of Elea, which I have seen literally emerge from the earth during my life in relation to the excavations conducted by Professor Naples. Elea/Velia is contiguous to the town of Marina di Ascea, which is my parents’ town. Multi-materiality is the daughter of this process: observing the re-emergence of forms through the earth, the debris, the material fragments of antiquity.

Le opere degli anni Ottanta sono appunto multi-materiche, polimateriche, quelle successive, a partire dalla metà degli anni Novanta, sono decisamente figurative. Queste ultime hanno impiegato tecniche in fondo tradizionali, come l’olio e l’acrilico. Come tenere insieme queste due tenenze? Perché io “voglio” tenerle insieme. Tuttora elaboro (anche se più di rado) opere multi-materiche. Il termine “organicismo” mi sembra che possa tenere insieme i due universi.

The works of the Eighties are precisely multi-material, the subsequent ones, starting from the mid-1990s, are decidedly figurative. The latter used basically traditional techniques, such as oil and acrylic. How to keep these two trends together? Because I ‘want’ to keep them together. I still elaborate (although more rarely) multi-material works. The term ‘organicism’ seems to me to hold the two universes together.

Adel- Violino desiderante / Desiring violin (1990)

“Far respirare la materia” / ‘Let matter breathe’

La prima ispirazione d’istinto (quella che conta) è stata verso la materia. Mi riferivo a quelle concezioni che sostenevano di voler far “respirare la materia”, sia in pittura che in musica. Si pensi in musica a Edgard Varèse, il quale sosteneva che bisognava liberare l’intelligenza che è nei suoni: più materismo sonoriale, meno contrappunto. Sonus, appunto. Da lì sono nate molte esperienze “rumoristiche”, che in pittura vedo legate al puro “colorismo”. Si pensi all’informale, per esempio (Alberto Burri e Fautrier). Un’intera stagione è stato vissuta in quella dimensione, fino all’Arte povera. Ma non ho mai abbandonato il contrappunto, per riprendere l’esempio, e ho sempre amato certe manifestazioni simboliche e figurative della pittura, da Ernst a Munch. La materia la si libera anche organizzandola, dandole una forma. Da qui la parola: Organicismo.

The first instinctual inspiration (the one that matters) was towards matter. I was referring to those concepts that claimed to “breathe matter”, both in painting and in music. As far as music is concerned, think of a musician like Varèse, who argued that it was necessary to free the intelligence that is in the sounds: more sonorous materialism, less counterpoint. Sonus, in fact. From there many “noisy” experiences were born, which in painting I see linked to pure “colorism”. Think of the Informal, for example (Alberto Burri and Fautrier). An entire season was characterised by that dimension, up to Arte Povera. But I have never abandoned counterpoint, to take the example, and I have always loved certain symbolic and figurative manifestations of painting, from Ernst to Munch. Matter is also freed by organizing it, giving it a shape. Hence the word: Organicism.

Rapporti cromatici / Color relationships

Dire materia in pittura significa prima di tutto parlare di colore. Da studente ero affascinato dall’uso che antiche civiltà avevano fatto del colore. La trasformazione delle materie prime per ottenere i pigmenti per la pittura era, per esempio nell’antico Egitto, una tecnica molto complessa che richiedeva una specifica conoscenza e una abilità pratica raffinatissima. L’importanza sociale che era attribuita all’arte nella società egizia spiega l’esistenza di una vera attività industriale per la produzione di pigmenti di alta qualità che venivano utilizzati dagli artisti. I documenti più interessanti sono il Papiro X dell’Università di Leida e il Papiro dell’Accademia Svedese dell’Antichità di Stoccolma. In essi sono descritti i procedimenti per ottenere i colori. Per esempio, nella XIX dinastia il pigmento bianco si otteneva macinando la calcite del gesso (carbonato di calcio) e l’anidrite [solfato di calcio, formula chimica: CaSO₄ ], che è la stessa forma del gesso priva di acqua. Il pigmento blu veniva ottenuto dalla cuprorivaite [formula chimica: CaCuSi₄O₁₀ ] un minerale a base di rame a cui spesso si uniscono altri minerali, come la wallostonite di rame [formula chimica: (Cacu)SiO₃ ], che è il quarzo contenuto nella sabbia del deserto, e la calcite [formula chimica:CaCO₃ ].

Matter in painting means first of all to speak about color. As a student I was fascinated by the use that ancient civilizations had made of color. The transformation of raw materials to obtain pigments for painting was, for example in ancient Egypt, a very complex technique that required specific knowledge and highly refined practical skills. The social importance that was attributed to art in Egyptian society explains the existence of a true industrial activity for the production of high quality pigments that were used by artists. The most interesting documents are Papyrus X from the University of Leiden and the Papyrus from the Swedish Academy of Antiquity in Stockholm. They describe the procedures for obtaining the colors. For example, in the nineteenth dynasty the white pigment was obtained by grinding gypsum calcite (calcium carbonate) and anhydrite [calcium sulfate, chemical formula: CaSO₄], which is the same form of gypsum without water. The blue pigment was obtained from cuprorivaite [chemical formula: CaCuSi₄O₁₀] a copper-based mineral that is often combined with other minerals, such as copper wallostonite [chemical formula: (Cacu) SiO₃], which is the quartz contained in the sand of Desert, and calcite [chemical formula: CaCO₃].

Questa citazione aiuta a sottolineare la dimensione fortemente cromatica presente nella World Art organica. Gli esiti della cosiddetta Arte concettuale avevano portato quasi a un oblio del colore. Il recupero e il rilancio delle tecniche come olio, acrilico e guache nascono dall’esigenza di ridare spazio al colore in tutta la sua portata.

This quote helps to underline the strongly chromatic dimension present in Organic Art. The results of the so-called Conceptual Art had almost led to an oblivion of color. The recovery and relaunch of techniques such as oil, acrylic and guache arise from the need to give space to color in all its scope.

Suggestioni orientali / Oriental suggestions

Quella che qui si definisce Word Art Organica ha una stretta parentela con la World Music, da cui mutua la definizione. La World Music, che si è affermata anche come global music o international music, è un genere musicale che ha incrociato e fatto interagire elementi di popular music e musica tradizionale (folk e etnica). Originalmente la world music era identificata con tutte quelle musiche estranee al repertorio colto occidentale, ed era destinata esclusivamente agli studi accademici. Successivamente, a partire dagli anni sessanta, i flussi migratori, giunti in Occidente, di popoli provenienti dai vari paesi del terzo mondo resero nota la loro musica grazie ai mezzi radio-televisivi nelle metropoli occidentali.

What we call Organic Art here is closely related to World Music. World Music, which has also established itself as global music or international music, is a musical genre that has crossed and made elements of popular music and traditional music (folk and ethnic) interact. Originally world music was identified with all those music extraneous to the Western cultured repertoire, and was intended exclusively for academic studies. Subsequently, starting from the sixties, The migratory flows of people, arrived in the west from various third world countries made their music known thanks to the radio and television media in the western metropolises.

Le musiche provenienti da queste culture iniziarono a diffondersi su larga scala a partire dagli anni ottanta, quando alcuni imprenditori iniziarono a fondare etichette indipendenti finalizzate alla distribuzione su larga scala della musica etnica. Ciò determinò una serie di “mescolanze” fra le varie culture musicali che determinò la creazione del genere. Nel 1986, con la pubblicazione dell’album Graceland di Paul Simon, la World Music è diventata popolare a livello mondiale. Graceland usava suoni di artisti sudafricani come Ladysmith Black Mambazo e Savuka. Il successo del progetto, assieme alle opere di Peter Gabriel e Johnny Clegg, aprì le porte alla musica non occidentale, arricchendo un panorama genericamente pop che stava esaurendo la sua spinta vitale.

Music from these cultures began to spread on a large scale starting in the 1980s, when some entrepreneurs began to found independent labels aimed at the large-scale distribution of ethnic music. This led to a series of ‘blends’ between the various musical cultures that led to the creation of the genre. In 1986, with the release of Paul Simon’s Graceland album, World Music became popular worldwide. Graceland used sounds from South African artists such as Ladysmith Black Mambazo and Savuka. The success of the project, together with the works of Peter Gabriel and Johnny Clegg, opened the doors to non-Western music, enriching a generically pop panorama that was exhausting its vital thrust.

Questa esigenza può essere feconda anche in campo artistico. Il panorama artistico mondiale (sia quello tradizionale, sia quello moderno) è di una ricchezza mozzafiato, che ho potuto conoscere sia studiando l’arte moderna e contemporanea, sia l’arte antica e l’archeologia.

This need can also be fruitful in the artistic field. The world art scene (both the traditional and the modern one) is of a breathtaking richness, which I got to know both by studying modern and contemporary art, as well as ancient art and archeology.

Il mondo in una stanza / The world in a room

La mia arte risente di suggestioni orientali. Nel corso di molti viaggi mi è capitato di vivere l’organicità dall’interno, per esempio in grandi manifestazioni religiose, soprattutto in India, ma anche in Cina. Inoltre molte suggestioni scaturiscono dallo studio dallo studio dell’antica civiltà egizia, che ho potuto coltivare grazie a studi universitari all’Orientale di Napoli. Queste tracce si consolidano in quadri e opere che hanno anche una valenza memoriale.

My art is influenced by oriental suggestions. In the course of many trips, I have experienced organic unity from the inside, for example in large religious events, especially in India, but also in China. In addition, many suggestions arise from the study of the ancient Egyptian civilization, which I was able to cultivate thanks to university studies at “L’Orientale” of Naples. These traces are consolidated in paintings and works that also have a memorial value.

Una delle impressioni più forti me l’ha suscitata la cultura visuale indiana. Visitando quel paese ho potuto constatare l’enorme ricchezza figurativa che caratterizza le esperienze religiose di quel paese, dall’uso dei colori alla plasticità delle forme. In India la festa di Ganesh, il Dio con la testa di elefante, si chiama Chaturthi Festival e cade nel quarto giorno di luna crescente del mese di bhadrapada, secondo il calendario indu. Peranto, ogni anno essa avrà luogo in giorni diversi. Questa festa è importante e particolarmente sentita nello stato del Maharastra. In onore di Ganesh, molto goloso secondo la mitologia indu, è usanza preparare dei dolci (modaka, laddoo, kadubu, karanjis) da offrire alla divinità sugli altari domestici, nei templi o nelle strade. Si spaccano anche cocchi che sono simbolo dell’ego.

One of the strongest impressions was given to me by Indian visual culture. Visiting that country I was able to see the enormous figurative richness that characterizes the religious experiences of that country, from the use of colors to the plasticity of forms. In India, the festival of Ganesh, the elephant-headed god, is called Chaturthi Festival and falls on the fourth day of the crescent moon of the month of bhadrapada, according to the Hindu calendar. Therefore, each year it will take place on different days. This holiday is important and particularly felt in the state of Maharastra. In honor of Ganesh, who is very greedy according to Hindu mythology, it is customary to prepare sweets (modaka, laddoo, kadubu, karanjis) to offer to the deity on home altars, in temples or in the streets. Even chariots that are a symbol of the ego split.

Questo è il giorno più sacro dedicato a Ganesh. La gente, in onore di ciò che fece Parvati,  prepara delle statuine in terracotta, gesso o cartapesta. Ganesh viene così adornato con un dothi rosso, ghirlande di fiori, stoffe in seta e coperto di unguento rosso e pasta di sandalo. Questo rituale si chiama Pranapratishhtha e comprende il canto degli inni vedici dei Rig Veda, Upanishad, Purana. Si organizzano rappresentazioni teatrali con tema i contenuti dei testi sacri. Siu allestiscono campi per la donazione di sangue, si fanno la carità ed altre iniziative assistenziali. Tutte queste pratiche religiose durano appunto qualche giorno finché si arriva alla data in cui la festa ha il suo momento più importante, l’Ananta Chaturdashi. Allora le strade si riempiono di una grande folla, gruppi di persone che trasportano in processione dei grandi Ganesh tra danze, canti e rotture di cocchi. 

This is the holiest day dedicated to Ganesh. People, in honor of what Parvati did, prepare figurines in terracotta, plaster or papier-mâché. Ganesh is thus adorned with a red dothi, flower garlands, silk cloth and covered with red ointment and sandal paste. This ritual is called Pranapratishhtha and includes the singing of the Vedic hymns of the Rig Veda, Upanishad, Purana. Theatrical performances are organized with the theme of the contents of the sacred texts. Siu set up camps for blood donation, charity and other charitable initiatives are made. All these religious practices last for a few days until the date on which the festival has its most important moment, Ananta Chaturdashi, is reached. Then the streets are filled with a large crowd, groups of people carrying in procession of the great Ganesh between dances, songs and broken carriages.

Adel- Ganesh (2019)

Un altro paese che mi ha colpito profondamente è la Cina, sia la Cina propriamente detta che il Tibet. Rispetto all’India, il paese orientale ha una figuratività più sfumata, più concettuale, cosa che le proviene soprattutto dalla matrice taoista.

Another country that has impressed me deeply is China, both real China and Tibet. Compared to India, the eastern country has a more nuanced, more conceptual figurativeness, which comes mainly from the Taoist matrix.

Pechino, Tempio del cielo / Beijing, Temple of Heaven

Prendiamo per esempio il Tempio del cielo. Il cuore del Tempio del Cielo si trova al centro del parco, sull’asse Nord-Sud, per una lunghezza totale di 750 metri. La disposizione di tutti gli edifici segue l’antica concezione dell’universo e riflette il legame Cielo – Imperatore – Terra. L’Imperatore riceveva un “mandato dal Cielo” per governare, infatti veniva spesso definito “il figlio del Cielo”; un raccolto non sufficiente o un periodo di siccità erano interpretati come segni della perdita del favore del Cielo, quindi la fine del regno. Era quindi indispensabile ringraziare, pregare e fare offerte per avere un buon raccolto tutti gli anni.

For example the Temple of Heaven. The heart of the Temple of Heaven is located in the center of the park, on the North-South axis, for a total length of 750 meters. The layout of all buildings follows the ancient conception of the universe and reflects the bond Sky – Emperor – Earth. The Emperor received a “mandate from Heaven” to rule, in fact he was often referred to as “the son of Heaven”; an insufficient harvest or a period of drought were interpreted as signs of the loss of heaven’s favor, thus the end of the kingdom. It was therefore essential to thank, pray and bid for a good harvest every year.

Adel- Il chiarore delle stelle / The glow of the stars (2018)

Passato e presente, Oriente-Occidente / Past and present, East-West

Sarebbe inutile in questa sede raccontare tutte le suggestioni. E’ più utile cominciare a rendersi conto dei fili sottili che ci permettono di costruire la trama concettuale. Bisogna individuare un nesso che leghi passato e presente, oriente e occidente. Questo nesso può essere individuato nel concetto di “Organicità”

It would be pointless here to tell all the suggestions. It is more useful to begin to realize the thin threads that allow us to build the conceptual texture. We need to find a link between past and present, East and West. This link can be identified in the concept of “Organicity”.

La suggestione profonda della Maschera The profound suggestion of the Mask

In ambito etnografico un percorso che mi ha permesso di entrare in un mondo affascinante è stato quello relativo alla ricerca sulle Maschere antropologiche. In questo sono stato favorito da una certa pratica teatrale che mi ha permesso di riscoprire le esperienze della Commedia dell’arte, ma anche di alcune Maschere carnevalesche che non sono entrate nel repertorio teatrale.

In the ethnographic field, a path that allowed me to enter a fascinating world was that relating to research on anthropological masks. In this I was favored by a certain theatrical practice that allowed me to rediscover the experiences of the Commedia dell’arte, but also of some carnival masks that did not enter the theatrical repertoire.

Adel- Pulcinella nasce dall’uovo / Pulcinella is born from the egg (2019)

Il rapporto col soggetto / The relationship with the subject

Il rapporto col mondo delle maschere ha chiarito molte cose nei confronti della figurazione. E’ chiaro che su questo campo si gioca la parte essenziale della partita. La figurazione comporta la scelta di figure, appunto. La più importante è e vuole restare la scelta della figura umana. Ma non meno importanti sono gli oggetti rappresentati. Come si dispongono questi elementi in una quadro compositivo? Non si tratta solo di un problema di “inquadratura”, coinvolge anche la dinamica delle relazioni fra figure. Relazioni profonde, non estrinseche o bozzettistiche. Che ci debba essere un nesso fra gli elementi della figurazione è fondamentale in un’arte che si vuole “organica”.

The relationship with the world of masks has clarified many things with regard to figuration. It is clear that the essential part of the game is played on this pitch. Figuration involves the choice of figures, in fact. The most important is and wants to remain the choice of the human figure. But no less important are the objects represented. How are these elements arranged in a compositional framework? It is not just a question of “framing”, it also involves the dynamics of the relationships between figures. Deep relationships, not extrinsic or sketchy. That there should be a connection between the elements of figuration is fundamental in an art that is intended to be ‘organic’.

E’ vero che nella nostra epoca siamo sommersi dalle immagini, ma le arti visive non possono sottrarsi al compito di dare un senso estetico a quello che vediamo, per evitare proprio il consumo indiscriminato delle immagini. L’artista può e deve fare i conti con le problematiche della visibilità, non per dare giudizi ma come testimone della sua presenza nella società. Una presenza vigile e critica.

It is true that in our age we are submerged by images, but the visual arts cannot escape the task of giving an aesthetic sense to what we see, to avoid the indiscriminate consumption of images. The artist can and must deal with the problems of visibility, not to make judgments but as a witness to his presence in society. A vigilant and critical presence.

Analogie con la Fuga musicale / Analogies with the Musical Fugue

E’ necessario considerare il rapporto con il soggetto del quadro, con l’oggetto o con gli oggetti rappresentati. In questo caso si può stabilire l’analogia con una fuga musicale: come la fuga abbrevia, inverte, traspone il tema, a volte suggerendolo solo con poche note, così l’arte organica “accenna” soltanto all’oggetto originale con un tratto, una linea, qualche volta ripetuta, qualche volta mostrata in profondità. La costante è quella di non perdere il rapporto con la realtà degli oggetti.

It is necessary to consider the relationship with the subject of the painting, with the object or objects represented. In this case we can establish the analogy with a musical fugue: just as the fugue shortens, inverts, transposes the theme, sometimes suggesting it only with a few notes, so organic art ‘hints’ only at the original object with a stroke, A line, sometimes repeated, sometimes shown in depth. The costant is not losing the relationship with the reality of objects.

Adel- Imago (1996)

Una sintesi fra materismo, soggetto e realtà / A synthesis between materism, subject and reality

Materismo, soggetto, realtà. Come si può fare una sintesi di queste tendenze? La parola giusta sembra a questo proposito: organicità. Se si persegue l’organicità si fanno buone opere, ci si riavvicina alla natura, si fa capire qualcosa al pubblico. Tutti obiettivi ammirevoli.

Materism, subject, reality. How can these trends be summarized? The right word seems in this regard: organicity. If we pursue organicity, we do good works, we get closer to nature, we make the public understand something. All admirable goals.

Le opere organiciste debbono essere prima di tutto “organiche”, giuste ed essenziali come un organismo e insieme brulicanti di vita, che in pittura significa cromaticamente interessanti. Se non avessi paura di tornare troppo indietro parlerei addirittura di “buona forma”. I quadri dovrebbero essere insieme ben formati e spregiudicati, imprevedibili, innovativi. Per non rischiare la perdita di senso, è necessario legarli insieme alla materia e alla forma.

Organicist works must first of all be “organic”, simple and essential as an organism and at the same time teeming with life, which in painting means chromatically interesting. If I were not afraid of going back too far I would even speak of ‘good shape’. Pictures should be well formed and unscrupulous, unpredictable, innovative. In order not to risk the loss of meaning, it is necessary to tie them together with matter and form.

Simbolo e realtà / Symbol and reality

Per uscire da un uso massificato delle immagini si possono percorrere varie strade, quella che sembra più interessante in questa prospettiva è legata all’uso dei simboli: qual è il posto dei simboli e del simbolismo in tutto questo. Ne parlo perché mi è stato più volte fatto notare che in molti quadri emerge una dimensione simbolica non indifferente. Rispondo spesso alle sollecitazioni del fantastico puro, come nel quadro “Candore e desiderio”. Il riferimento all’Unicorno, un animale mitologico, è plausibile solo in una dimensione fantastica.

To get out of a standardized use of images, you can take various paths, the one that seems most interesting from this perspective is linked to the use of symbols: what is the place of symbols and symbolism in all of this. I am talking about it because it has been pointed out to me several times that a not indifferent symbolic dimension emerges in many paintings. I often respond to the solicitations of the pure fantastic, as in the painting “Candour and desire”. The reference to the Unicorn, a mythological animal, is plausible only in a fantastic dimension.

Adel- Candore e desiderio / Candour and desire (2020)

Il ciclo “Cilentum Blues” coniuga simboli, anche antichi e arcaici, con una specie di racconto simbolico della mia educazione sentimentale, che ho esplicitato in una vera e propria “Iconologia di Cilentum Blues”. Non ci vedo una vera contraddizione, in quel caso sono simboli legati alla particolare esuberanza naturale di quei luoghi, il mare, il sole, la luce accecante.

The cycle “Cilentum Blues” combines symbols, even ancient and archaic, with a kind of symbolic account of my sentimental education, which I explicit in a real “Iconology of Cilentum Blues”. I do not see a real contradiction, in that case they are symbols linked to the particular natural exuberance of those places, the sea, the sun, the blinding light.

Adel- Giardino cilentano / Cilento Garden (2020)

Organicismo e naturalismo / Organicism and naturalism

Abbiamo parlato di simboli, ma ora dovremo parlare del rapporto con la natura. Siamo alla questione più rilevante di tutta la vicenda: il materismo non è, in fondo, una versione un po’ più arrogante del vecchio naturalismo?

We talked about symbols, but now we have to talk about the relationship with nature. We are on the most important issue of the whole affair: after all, materism is a somewhat more arrogant version of old materialism, isn’t it?

Porre così le cose è un ricadere in vecchi equivoci, quelli emersi ed esplosi già tra Ottocento e Novecento. Non possiamo andare un po’ avanti? E, per esempio, guardare con rinnovata e tenera simpatia alla Natura, vista che è così martoriata. Andiamo avanti, appunto. Porre vecchie questioni e non poterle risolvere significa impedire il cammino. Non ci vedo nulla di male nel rappresentare una barca nella Grotta azzurra di Palinuro, o una cascata che spunta fra la verdissima vegetazione di una natura ancora incontaminata. Quella barca, quelle erbe oscillano tra Simbolo e realtà, ma realtà è anche il modo di dipingere le rocce o le erbe. Non si vuole rifare il verso alla Natura, ma coglierne i messaggi.

Putting things like this is a relapse into old misunderstandings, those that have already emerged and exploded between the nineteenth and twentieth centuries. Can’t we go a little further? And, for example, looking at Nature with renewed and tender sympathy, given that it is so battered. Let’s go ahead, in fact. Asking old questions and not being able to resolve them means preventing the path. I see nothing wrong in representing a boat in the Blue Grotta of Palinuro, or a waterfall that emerges from the very green vegetation of a still uncontaminated nature. That boat, those herbs oscillate between Symbol and reality, but reality is also the way to paint rocks or herbs. We do not want to redo Nature, but to grasp its messages.

Adel- I capelli di Venere / Venus’ Hair (2020)

L’organicismo in architettura, un utile paradigma / Organicism in architecture, a useful paradigm

La parola “organicismo” può legittimamente richiamare – in ambito estetico- le esperienze svolte in architettura e la cosa è pertinente.

The word “organicism” can legitimately recall – in the aesthetic field – the experiences carried out in architecture and this is relevant.

“Il concetto di organicità, spesso associato o identificato con quelli di funzionalismo, Einfühlung, nel campo dell’architettura moderna ha preso spunto dalle teorie di F.L. Wright che, già nel 1910, considerava organica quell’architettura pensata e progettata come ‘una cosa unica’, capace, quindi, di evitare l’isolamento dell’edificio, prescindendo dal suo arredo interno, dal luogo e dall’ambiente a esso relativi. Questi principi ineludibili sono arricchiti da una costante preoccupazione per gli aspetti psicologici e dall’anelito di migliorare la qualità della vita, per la valorizzazione dei materiali costruttivi, per le soluzioni tecnologiche di dettaglio, della piccola scala progettuale ecc. L’edificio non viene, quindi, ‘bloccato’ in rigidi schemi compositivi ma si ‘libera’ verso la ricerca di rapporti con la natura circostante” (Treccani, ad vocem).

The concept of organicity, often associated or identified with those of functionalism, Einfühlung, in the field of modern architecture was inspired by the theories of F.L. Wright who, already in 1910, considered organic that architecture designed as ‘a unique thing’, capable, therefore, of avoiding the insulation of the building, regardless of its interior furnishings, place and environment related to it. These inescapable principles are enriched by a constant concern for psychological aspects and by the desire to improve the quality of life, for the enhancement of construction materials, for detailed technological solutions, for the small design scale, etc. The building is therefore not ‘blocked’ in rigid compositional schemes but is ‘freed’ towards the search for relationships with the surrounding nature.

Nel caso di Le Corbusier, si è trattato di nuovo umanesimo, nel rapporto tra uomo (misura di tutte le cose) e natura. I manufatti dovevano inserirsi nella natura senza violentarla. Nel caso mio la questione si pone però come una specie di protesta, per l’arroganza umana a sconvolgere la natura. Lasciamo parlare la materia (la Natura), che è più saggia della nostra presunzione.Il parallelo con l’architettura è valido invece nel senso di opera “organica”, ben tessuta.

In the case of Le Corbusier, it was a question of a new humanism, in the relationship between man (measure of all things) and nature. The artifacts had to fit into nature without violating it. In my case, however, the question arises as a kind of protest, due to human arrogance in upsetting nature. Let matter (Nature) speak for itself: it’s wiser than our presumption. The parallel with architecture is instead valid in the sense of an ‘organic’, well-woven work.

Ricordate quello che abbiamo detto a proposito del Tempio del cielo di Pechino? I simboli nascono dalla forma, che rimanda ai simboli. Questa circolarità è la vera sfida dell’arte organica. L’artista in questo ambito è chiamato non a spiegare ma a indicare, come dicevano gli antichi greci (semainein=indicare). I simboli in questo contesto non sono vuota esercitazione retorica ma essenza profonda dei legami che si intrecciano fra forma e colore, linea e composizione.

Do you remember what we said about the Beijing Temple of Heaven? The symbols are born from the shape, which refers to the symbols. This circularity is the real challenge of organic art. In this area, the artist is called not to explain but to indicate, as the ancient Greeks said (semainein = indicate). Symbols in this context are not an empty rhetorical exercise but a profound essence of the links that are intertwined between form and color, line and composition.

Antonio De Lisa (Adel)

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Categorie:O00- [ESTETICA ORGANICA DEL TEATRO - ORGANIC AESTHETICS OF THE THEATER]

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